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Cultura
libri più piccoli del mondo parte due
I libri più piccoli del mondo
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IL DANTINO
Un’ altra curiosità in tema di mini
libri, un’edizione della Divina Commedia di Dante Alighieri
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- Il formato è di
33x45 millimetri,
- Quest’opera venne
realizzata componendo
il testo con caratteri mobili: 496.000 caratteri
in 500 pagine,
- Una tiratura
complessiva di 1000 esemplari,
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- L’ operaio compositore cui venne affidato il
lavoro era Giuseppe Gech,
- All’Esposizione Universale di Parigi del 1878
venne ammirato come un capolavoro: “l’arte tipografica è riuscita
a fornire il più piccolo libriccino che contiene il più grande
poema”,
- Nel
1902 ci fu una polemica su un giornale:
- Venivano criticati i
Salmin perché si facevano un merito troppo personale “a
danno e pregiudizio dei loro bravi quanto pazienti operai”
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I Salmin risposero ricordando che
nell’ultima pagina del dantino vi era l’epigrafe ad honorem di quanti
avevano operato per mandare a buon
fine l’opera: Gaetano Giannuzzi proto,
Giuseppe Gech compositore,Luigi Baldan impressore.
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L’edizione del dantino venne inoltre
criticata da alcuni perché “il margine era troppo largo…” fu allora
che il Salmin (ovvero Gech) compose il galilei
Del Dantino e del Galileo,
i mini libri da Guinness dei primati, ambedue composti dal padovano
Giuseppe Gech ed ambedue editi a Padova, si può ricordare qualche
avventura:
- Il libraio
milanese Ulrico Hoepli acquistò l’intera tiratura e mise in vendita
i dantini a L. 50 ciascuno, riscuotendo tale successo
da esaurire la tiratura in pochi giorni
“nonostante il prezzo elevato”; ai Salmin “fu dato
appena di recuperare
gli ultimi cinquanta esemplari che vennero posti in vendita il
10 gennaio 1879, sempre a L. 50.
- In occasione
dell’apertura della Fiera Campionaria, il 10 giugno 1923, Giuseppe
Gech offrì l’ultima copia del dantino in suo possesso a Vittorio
Emanuele III, “in devoto omaggio” per le nozze d’argento del
Sovrano.
Gech si vide
recapitare dopo sei mesi una lettera in cui si esprimeva “la
dispiacenza” per aver smarrito il dantino”, e che l’offerta era
stata comunque “ben gradita dal Sovrano che rinnova grazie per
l’atto gentile”.
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La più grande tipografia
è la R.R. Donnelly & Sons Co. di Chicago, Illinois (U.S.A.): la
società, nata nel 1864, ha un centinaio di stabilimenti ed
uffici nel mondo.
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I caratteri tipografici utilizzati da Gech hanno una
loro singolare storia:
- Commissionati dall’editore Giacomo Gnocchi con
il preciso intento di “render gloria a Dante”,
- Dopo anni di
tentativi, erano stati finalmente realizzati dall’incisore
Antonio Farina, milanese, i caratteri detti occhio di mosca
,
- Nel 1850 vennero
affidati al fonditore Corbetta,
- Così ottenuti i
caratteri, dopo molteplici prove tra varie tipografie, morto Giacomo
Gnocchi, il figlio Giovanni stipulò l’1 marzo 1873 un contratto con
i fratelli Luigi ed Antonio Salmin,
- I fratelli
Salmin assumevano per la loro stamperia l’onere della
realizzazione della Divina Commedia,
- Il contratto fu
portato a termine da Gech in tre anni di lavoro,
- il Salmin (ovvero
Gech) con i caratteri residuati della composizione del dantino che
non aveva distrutto, come s’era obbligato, compose il
galilei
- Le matrici di
questi avventurosi caratteri vennero donate al Museo Civico di
Milano dallo stesso incisore Antonio Farina.
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Il più grande stabilimento tipografico
singolo è il Printing Office (ufficio stampa) del governo
americano. Nato nel 1861 occupa una superficie di oltre 13.000
mq. e consuma più di 42.000 tonnellate di carta all'anno. |
Nella storia delle edizioni minime bisogna menzionare gli incisori dei
caratteri mobili, artisti che resero possibile queste imprese:
- Il primo celebre incisore
fu il francese Didot, che intorno al 1830 si cimentò alla
creazione di un carattere che venne chiamato microscopique,
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- In antagonismo al francese
si cimentarono senza successo incisori inglesi,
- Fu l’italiano Farina
a vincere la sfida, realizzando quei caratteri, poi giunti ai Salmin
di Padova, per le minuscole dimensioni detti occhio di mosca.
- “essi erano piccoli come
spilli e sottili che non fu possibile incidervi la tacca di
contrassegno e grande fatica fu perciò la composizione e più grande
fu la ricomposizione dopo
la scomposizione”.
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attrezzi tipografici |
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Antonio Farina
- Era nato a
Piacenza nel 1790,
- Fin da
giovanissimo aveva dimostrato capacità e amore per l’incisione,
- Diventò incisore e
medaglia d’oro alla Reale Stamperia di Torino,
- Realizzò i
caratteri del dantino e del Galileo detti occhio di mosca,
- Morì a Torino il
22 febbraio 1873.
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La più grande biblioteca
è la Biblioteca del Congresso (U.S.A.): 101.395.257 titoli in
925 chilometri di scaffali. Ci lavorano 5.050 persone. |
PROMESSI SPOSI
Dopo
galileo e dantino che sono, tra i libri composti a mano con
caratteri mobili, l’uno il più piccolo al mondo, l’altro la più piccola
edizione della Divina Commedia,
I Salmin offrirono al pubblico un’edizione dei Promessi Sposi
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- Dimensioni di 4x6
centimetri,
- Numero di pagine
1097,
- Dedicando l’ultima
opera edita a S.M.
la Regina Margherita,
- Completamento di
“una triade…ad un
tempo frutto del nostro lavoro
e significazione di immenso amore per
la Patria”.
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In occasione di questa pubblicazione, il 5 maggio 1902, i Salmin
inserirono un ‘Commiato degli editori’ per spiegare
“quale il perché, quale la ragione di queste edizioni, che costringono
le pupille dei lettori ad una difficile e per taluno impossibile prova”.
I Salmin scrivono che
“è d’uopo tener conto della finezza di mezzi e diligenza di lavoro
necessarie alla composizione” e vanno fieri “della ospitalità che il
nostro gingillo (il galileo), portante un nome italiano, ebbe nelle più
celebri collezioni del mondo civile”.
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Il più lungo romanzo edito come libro
è dello scrittore francese conosciuto come Jules Romains
(1885-1972). E' intitolato Les Hommes de bonne volontè ed
è stato scritto tra il 1932 e il 1946: sono 27 volumi. |
Passando all’oggi è opportuno segnalare che esistono comunemente in
commercio edizioni di libri di piccolo formato, volumi composti con
tecniche più “comode” di quelle artigianali, pregio e caratteristica dei
precedenti mini libri.
Nel catalogo della casa editrice Hoepli
esiste una sezione dedicata ai classici in versione ‘minuscolo hoepliano”
(come ad esempio Dante minuscolo hoepliano, Ariosto minuscolo hoepliano
e così continuando)
- Il formato di questi classici è una edizione
in brossura di 8x12 centimetri, tra le 600 e 800 pagine, prezzo
variabile tra i 5 e 10 euro.
Analoga scelta di autori quella
della collana i diamanti delle edizioni
Salerno,
- Il formato di 8x12 centimetri proposti in
versione rilegata con fregi dorati, tra le 500 e 1000 pagine, prezzo
intorno ai 20 euro.
In
Germania la Miniatur Buch Verlag di Leipzig, fin dal nome dedicata
al piccolo formato, che propone ben quattro collane di mini libri
di tematiche diverse.
Alcuni editori nell’ultimo paio d’anni hanno proposto libri quadrati che
hanno riscosso notevole successo di pubblico.
- Il formato è inconsueto (quadrato), le
dimensioni sono di circa otto centimetri per lato, ed il prezzo
contenuto è di circa 2,5 euro.
- I soggetti proposti sono i più diversi,
solitamente organizzati come frasi fatte o brevi massime, spaziando
dalle bugie ‘per tutte le occasioni’ ai consigli di psicologia
spicciola per affrontare meglio la vita o mantenere la calma in
ufficio.
I mini
libri della Edicart che affiancano alle frasi ed alle massime
anche notizie su argomenti quali gemme, streghe, erbe ed altro ancora.
- Sono volumetti più
piccoli di formato 5x6 centimetri, d’aspetto molto curato, essendo
infatti rilegati con sovraccoperta ed illustrazioni inserite nel
testo.
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