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Cultura
Il mondo medievale e la rivoluzione del libro
Il medioevo é l

Il medioevo é l’età in cui si salvaguardò il sapere e poi lo si diffuse attraverso il lavoro di copiatura.
L’età in cui grazie all’arte della miniatura e della rilegatura il libro assume sempre maggior valore e prestigio.
Attraverso i monasteri e le nascenti università si creò anche un nuovo modo di lettura.


I Monasteri e la scrittura
Dopo la caduta dell’impero romano i monasteri diventarono i principali centri di conservazione della cultura, talvolta organizzando al proprio interno tutte le fasi necessarie all’opera, dalla preparazione della pergamena alla rilegatura.

  • Nel monastero c’era uno spazio, lo scriptorium, riservato esclusivamente alla copiatura dei testi,
     

  • Era l’unica sala di tutto il monastero ad essere riscaldata.
     

  • Grazie al lavoro dei monaci anche testi giuridici e classici latini sono giunti fino a noi,

L’organizzazione laica dei lavori del libro obbedisce, non diversamente da quella dei monasteri, a regole severe:

  • Gli aspiranti calligrafi, come i novizi nei monasteri, inizialmente eseguono i lavori più semplici,
    (dalla tracciatura delle righe sulla pergamena alla preparazione dei colori),
     

  • L’apprendistato pare durasse sette anni,
    (l’ultimo dei quali utilizzato ad elaborare un proprio lavoro vagliato poi dal Maestro),
     

  • Se veniva superato l’esame l’apprendista otteneva il titolo di scrivano indipendente,(poteva aprire una propria bottega, purché lontana da quella del Maestro, al fine di non fare sleale concorrenza)

Abilità e genio fruttavano però poco in termini di considerazione sociale e, materialmente, il poco indispensabile alla sopravvivenza, così il convento rimaneva il rifugio per tradurre la propria abilità in un minimo di tranquillità material

La biblioteca italiana più fornita è la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze: 3.173.282 volumi nel 1990.


Parallelamente al lavoro di copiatura si andò affiancando un’altra serie di lavori ‘satelliti’, tali da rendere ogni singola opera un capolavoro a sé stante.

Il miniaturista
 

  • Il termine miniatura (minimum) deriva dall’uso di colorare di rosso le iniziali dei codici,
     
  • Successivamente indica tutto l’insieme degli abbellimenti operati su un testo: i capolettera e i disegni di fiori, paesaggi e personaggi erano i temi su cui si esprimeva la fantasia e la bravura dei miniaturisti,
     
  • L’autonomia del miniaturista era limitata, poiché poteva operare solo negli spazi lasciati appositamente bianchi dal copista,
     
  • Spesso doveva attenersi ai gusti e desideri del committente dell’opera,
     
  • Il lavoro dei miniaturisti ebbe anche risvolti più marcatamente divulgativi,
    (per esempio nel raccontare la storia della Bibbia con criteri che ricordano quelli dell’odierno fumetto)


 




A de
stra,
particolare di una miniatura del “Libro d’Ore Visconti”

“Bibbia di Borso D’Este” (Biblioteca
Estense di Modena), fac simile

 

Offiziolo o “Libro d’Ore Visconti”
(Biblioteca Nazionale Centrale di
Firenze) fac simile

 

“Histoiria Plantarum” (biblioteca Casanavense
di Roma),fac simil

Se il libro era dunque un oggetto raro e prezioso meritava quindi d’essere conservato al meglio ed anche abbellito.

L’ arte della rilegatura

  • Cesellatori ed orefici si dedicarono alla rilegatura sviluppandola come arte a sé stante, ( grazie all’influenza bizantina),
     
  • Venivano usati per smalti, metalli e pietre preziose dando vita a “legature gioiello” (in particolare per opere a carattere religioso),
     
  • Il libro diventa quasi un oggetto di culto al pari di un reliquario come nel caso delll’Evangelario di Chiavenna (XII secolo) offerto al bacio dei fedeli nelle occasioni solenni,
     
  • Le rilegature venivano a loro volta protette con cofani, scatole, fodere (in generale detti camise) a loro volta lavorati,
     
  • Con la fine del XV secolo si afferma la legatura in cuoio.

La rilegatura in cuoio

Esempi di rilegatura preziosa

  • Tecnica che iniziò a svilupparsi in Africa, passò in Oriente e finalmente approdò in Europa,
     

  • Spesso era usato come base sulla quale si agganciava la legatura gioiello,
     

  • Flessibilità e solidità di questo materiale lo rese progressivamente interessante come sistema di rilegatura autonoma,
     

  • Le applicazioni in metallo posti sugli angoli avevano funzione sia di rinforzo che di abbellimento, ed il piatto della copertina veniva lavorate a mano,

Con il tempo il repertorio ornamentale si allargò a scene complesse o insegne del committente e comparì nuovamente la decorazione preziosa, eseguita con fogli d’oro battuto.

La ricerca a soddisfare l’estetica trovò in alcuni casi una via di compromesso con singolari esigenze pratiche:

  • Come per quel volume del ‘200 rilegato come una bisaccia, cioè il dorso è posto sul lato corto ed è dotato di un anello, così da poterlo appendere alla cintura,
     

  • Un altro finto volume d’origine veneziana le cui pagine sono scavate a formare un astuccio per una pistola,

La più vasta enciclopedia disponibile in commercio è la Enciclopedia Universal Ilustrada Europeo-americana. Si articola in 104 volumi per un totale di 105.000 pagine e 165.200.000 parole.


Alla fine del XII secolo la crescita di città ed università crea un bisogno di libri tale da portare alla riorganizzazione di tutti i mestieri legati alla produzione libraria.
Non più solo gli scriptoria dei monasteri ma corporazioni indipendenti di produttori di pergamena, copisti (più avanti tipografi), miniatori e rilegatori.

La formazione delle città e delle università significa anche la formazione di un nuovo genere di lettori:
Ad universitari, giuristi e mercanti vengono proposti romanzi cavallereschi (Roman de la Rose) epopee storiche oppure raccolte di preghiere per laici, quei ‘Libri d’ore’ che costituiscono da soli un genere letterario ed artistico insieme.

Come il libro neppure il modo di leggere è stato sempre uguale:

  • Nei conventi era d’uso che un monaco leggesse ai confratelli mentre mangiavano, così da distogliere l’attenzione dai piaceri della tavola,
     

  • Tra i laici la lettura ad alta voce era un metodo d’intrattenimento assai diffuso sia durante i pasti nel tempo libero,

Genitori leggevano per i figli, le dame di compagnia per le nobildonne, il popolino che era analfabeta poteva godere di pubbliche letture solo in occasione di fiere o mercati, oppure era il parroco che si prestava a letture edificanti per i propri compaesani.

Riportiamo alcuni esempi:

  • Contessa del ‘300 che viaggiava con la propria scorta di libri e da questi sceglieva cosa farsi leggere.
     

  • Fino a tutto l’Ottocento era disdicevole che una signorina di buona famiglia studiasse, ma era tollerato che qualcuno leggesse per lei mentre con altre si riuniva in salotto a ricamare.
     

  • Nella Russia del Settecento fece fortuna certo Klostermann, il quale vendeva libri finti, in pratica block notes ben rilegati, con funzione di arredamento. Il metodo migliore, per gli arrampicatori sociali, di far figurare nelle proprie dimore delle splendide biblioteche, dal momento che la sovrana Caterina la grande, era una divoratrice di libri.
     

  • Se in Russia si compravano libri finti, nella Francia rivoluzionaria si mettevano all’asta e vendevano a peso libri veri e preziosi, quelli delle biblioteche confiscate ai nobili e al clero. Tra gli intermediari che acquistavano i volumi per poi offrirli a bibliofili stranieri vi fu Jacques Simon Merlin, che nel 1816, nel corso di un’asta tenutasi a Parigi, acquistò tanti libri da riempire con questi, dalla cantina al soffitto, due edifici appositamente acquistati.

Il libro più venduto tra i libri a soggetto è Il Guinness dei Primati Fu pubblicato per la prima volta dalle birrerie Guinness nel settembre 1955 e nel maggio 1993 le vendite avevano superato i 74 milioni di copie in 43 lingue.


I libri erano ingombranti e scomodi da maneggiare evidentemente però il grande formato ed il peso non scoraggiavano i furti,

L’efficacissimo metodo escogitato per prevenire tutto ciò è benissimo raffigurato un codice del 1360 contenente gli Statuti cittadini.

  • Il libro è conservato a Torino,
     

  • E’ rilegato in pelle,
     

  • Ha angoli rinforzati in metallo chiodato,
     

  • Ha un grosso anello inserito sul dorso,
     

  • L’anello serviva per una robusta catena con la quale veniva ancorato, una volta esposto nel Palazzo del Comune, per difenderlo da illecite asportazioni.

Troviamo infatti libri incatenati:

  • Alla Biblioteca Vaticana, almeno a partire dal papato di Papa Sisto IV (1471-1484),
     

  • Alla corte di Lorenzo il Magnifico, neppure lui poté sottrarsi all’applicazione di un così drastico rimedio,
     

  • Ancora oggi i più preziosi codici della Biblioteca Bodleiana di Oxford sono saldamente muniti di catena.

Le più grandi incisioni sono quelle delle scritture buddiste: 729 tavole di marmo di 1,5x1 metro. Si trovano in una pagoda in Birmania.


L’arte della riscrittura

L’umiltà richiesta ai monaci impediva che un bravo copista si gloriasse del suo lavoro, pena il trasferimento ad altri compiti,
Alla fine di un codice è segnata la seguente frase: "il libro che qui giunge al termine fu scritto e portato a compimento con umiltà e devozione".

Da quanto pervenutoci si pensa che:

  • Il copista riusciva a coprire un foglio di pergamena di circa 35-50 cm. di altezza per 25-30 di larghezza (con le dovute interruzioni per la preghiera),
     
  • Alla scrittura di un testo si alternassero più mani,
     
  • Per rendere disponibile un maggior numero di copie di un testo, questo venisse dettato a più monaci,

Fu Carlo Magno che per numerosi testi impose una ricopiatura partendo da fonti quanto più possibile vicine all’originale, così da arginare il problema degli errori che, di copia in copia, si andavano sommando.

I manoscritti carolingi così controllati portano la dicitura ex authentico libro.


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