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Cultura
strumenti usati per scrivere ed etimologia della parola libro
Nell

Nell’antichità scrivere era una occupazione costosa che solo le classi benestanti potevano permettersi.

Con il passare del tempo anche gli strumenti per scrivere diventano sempre meno per un’elite e sempre più funzionali: dopo stilo e pennelli, dopo la penna d’oca ed il calamaio (intorno circa all'anno 1000) troviamo in Inghilterra (seconda metà del 1600) le “nonne” delle odierne matite: bastoncini di grafite avvolti nella stoffa o stretti da listarelle di bambù.
 

Nel 1795 il francese Contè inserì le striscette di grafite in un tubetto di legno opportunamente forato.

Quasi contemporaneamente in Inghilterra venne fabbricato il primo pennino d’acciaio, di li a poco si realizzarono pennini di varia forma e per utilizzi diversi: per la scrittura, per il disegno, e ancora speciali pennini per gli spartiti musicali.

La penna stilografica

  • Nel 1884 il sig. Waterman, un assicuratore newyorkese intuì che solo variando la quantità d’aria presente nel serbatoio poi si poteva regolare il flusso d'uscita dell’inchiostro.
     
  • Ciò permise l’invenzione della penna stilografica: essa infatti si basa sul concetto che più il pennino veniva premuto sulla carta e più aria entrava nel serbatoio, più aria entrava nel serbatoio e più inchiostro si depositava sul foglio.

La penna biro

  • Verso la fine del 1943 fece la sua comparsa sul mercato un esemplare di penna a rotolamento, oggi “penna biro” in omaggio al suo inventore Lazlo Jozsef Birò.
     
  • Anziché un pennino la penna a rotolamento ha una sferetta d’acciaio che ruota, sempre inchiostrata, dentro e fuori dalla punta.
     
  • Per realizzare la penna a rotolamento Biro modificò anche l'inchiostro: era necessario infatti un liquido denso (perché non colasse dal serbatoio) e vischioso (perché la punta ne fosse irrorata) e concepì anche una cartuccia usa-e-getta.

 

 

 

Il più grande dizionario è il Deutches Worterbuch: 33 volumi per 34.519 pagine. La compilazione iniziò nel 1854 e si concluse nel 1971.


Etimologia parola libro
La parola “libro” deriva dal latino "liber", termine con il quale originariamente si indicava la pellicola posta tra il legno e la corteccia esterna di un albero, pellicola che è stata il supporto per alcune prime forme di scrittura.

Aspetto libro

  • Inizialmente il ‘libro’ aveva quindi l’aspetto di un rotolo,
     
  • Con i romani e soprattutto con l’inizio dell’era cristiana, la pergamena sostituisce il papiro ed i copisti assemblano i fascicoli così da ottenere "libri piegati" (codex),
     
  • Le pergamene possono essere utilizzate su ambedue le facciate, hanno il vantaggio di essere meno ingombranti e meno deteriorabili rispetto ai rotoli.

La pergamena
La pergamena fu il supporto principe della scrittura fino al XIV secolo, quando dovette cedere il passo alla carta, più facilmente ed economicamente producibile.

  • Secondo la leggenda fu a Pergamo che si scoprì come trattare le pelli di animale (pecora, capra e vitello) fino a farne dei "fogli",
     
  • La lavorazione consisteva nel mettere a bagno la pelle d’animale in acqua di calce quindi, privata dei peli, la pelle veniva tesa su un telaio per essere seccata e ulteriormente pulita,
     
  • Per realizzare un’opera di medie dimensioni erano necessarie una quindicina di bestie,
     
  • Per abbassare i costi, spesso si raschiavano pergamene già scritte per renderle nuovamente utilizzabili, da qui il termine ‘palinsesto’ indica quei testi che hanno subito cancellature e riscritture.
     
  • Oggi l’impiego della pergamena è riservato a documenti di particolare importanza, come diplomi, atti notarili o titoli di nobiltà.

La più grande opera completata è stata l'enciclopedia Yongle Dadian redatta da 2000 studiosi cinesi tra il 1403 e il 1408: 22937 capitoli manoscritti in 11095 volumi (ne esistono ancora 370). 


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