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Giovanni
Battista Randi |
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Giovanni Battista Randi,
nato a Masi l’8 aprile, di modestissime
condizioni, aveva lasciato il paesino a otto anni
a seguito delle devastazioni per lo straripamento
dell’Adige (il 1882, l’anno della rotta),
arrivato a Padova trovò lavoro nella libreria
dei fratelli Drucker come fattorino, successivamente
commesso e quindi direttore.
Sul finire del secondo decennio del
‘900 la libreria Draghi venne posta in vendita
ed è proprio al direttore della Drucker, Giovanni
Battista Randi, che venne offerta a £ 21.000.
Una proposta lusinghiera ma anche molto impegnativa
visto che l’Italia e l’Europa erano da
poco usciti dalla prima guerra mondiale e si doveva
affrontare il problema della riconversione dell’economia
(mentre in Italia e nel mondo stavano succedendo grosse
cose) sennonché, quando il prof. Enrico Drucker
–che lo amava paternamente e che, avendo intuito
fin da principio nel giovinetto l’aperta intelligenza
e le spiccate attitudini , gli si era fatto maestro
sollecito- ebbe a cedere la propria libreria alla
Casa Editrice Treves; il Randi finì per decidersi
a seguire il consiglio avuto da ottimi amici.
Il 1 gennaio 1920 Giovanni Battista Randi diventa
proprietario della libreria Draghi assumendo l’impegno
di mantenerne l’insegna.
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Quando
Draghi morì parve non dovesse restare più
nulla di lui e del mondo collegato alla sua persona:
c’era invece il bravissimo Tita Randi, cresciuto
alla scuola del grande Drucker, uno dei pochi librai
italiani nel pieno senso della parola, con una conoscenza
dei maggiori ambienti librai e giunto a Padova da un
pellegrinaggio europeo. Il druckeriano Randi, insomma,
si trovò nel 1920 proprietario della libreria
Draghi allineandone la metodica di lavoro a quella della
Drucker, unificando, così si può dire,
le due celebri librerie padovane, avvalendosi all’unisono
delle tradizioni delle due aziende, adeguando, rinnovando,
trasformando l’attività.
Mite, onesto, affabile con tutti, sapeva trattare con
tanto garbo da meritare la benevolenza e la simpatia
dei clienti, ai quali si avvicinava con agile passo
e sorridendo, mentre gli pendeva dal labbro l’inseparabile
toscano e il pizzetto brizzolato si agitava al ritmo
del suo rapido parlare.
Sotto la guida di Giovanni
Battista Randi la libreria Draghi si distingue per
l’amalgamarsi tra la passione per il lavoro,
la tradizione, i diversi momenti della lavorazione
(non va dimenticato che G. B. Randi entrò nella
libreria Drucker come fattorino all’età
di otto anni e, con il suo ingegno e volontà
tenace, era riuscito, supplendo alla deficienza degli
studi, a farsi una profonda cultura così da
diventarne poi direttore) e la città di Padova,
un ambiente influenzato dalla tradizione universitaria.
Giovanni Battista effettuò lavori di restauro
e di ampliamento che permisero al negozio di arricchirsi
sempre più di pubblicazioni nazionali ed estere.
Il consiglio e il giudizio del Randi, in merito a
libri e a riviste, era sempre molto apprezzato.
Giovanni Battista diede ripetute prove
del suo illuminato mecenatismo, attestazione
cosciente della posizione sociale raggiunta nella
città dove aveva trovato fortuna e ricambiò
a suo modo quanto i libri gli avevano dato:
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Donò infatti
alla Biblioteca Bertoliana di Vicenza tutti i manoscritti
della biblioteca Pagello riguardanti la storia vicentina,
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Donò alla
Magnifica Comunità Cadorina l’autografo
del ‘Cadore’ di Giosuè Carducci,
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Procurò
alla Comunale di Padova l’edizione aldina
del Petrarca postillata dal Bembo,
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Fece apporre sulla
facciata della libreria una lapide a ricordo della
nascita del musicista Arrigo Boito
(Padova 1842-Milano 1918).
Il 21 aprile 1931 Giovanni Battista morì
improvvisamente.
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