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BREVIARIO GRIMANI "
Il codice noto come «Breviario Grimani» qui esposto in fac-simile,
è il massimo capolavoro dell’arte della miniatura fiamminga del
Rinascimento. Di committenza incerta, posseduto da Margherita d’Austria,
venne acquistato intorno al 1520, per ben 500 ducati d’oro, dal
Cardinale Domenico Grimani, che, lasciandolo in eredità alla Serenissima
Repubblica di Venezia, vincolava il lascito alla condizione che il
codice venisse “mostrato solo a persone di straordinario riguardo e in
circostanze eccezionali”.
Il «Breviario Grimani» ha fatto parte fino al 1781 del «Tesoro di San
Marco», è ricco di ben 835 carte (1670 pagine) ed è preziosamente
rilegato in velluto cremisi e decorato ai piatti con eleganti cornici
finemente cesellate che racchiudono cartigli e medaglioni raffiguranti
il Doge Antonio Grimani e il Cardinale Domenico, tutti in bronzo dorato.
Caratteristica straordinaria di questo codice miniato è non soltanto il
numero e la qualità delle miniature a piena pagina (120), ma la scelta
dei temi, estremamente varia e suggestiva, con alternanza di soggetti
religiosi e profani e la ricca ornamentazione di tutte la pagine. La
scrittura, introdotta spesso da capilettera ornati di varia grandezza, è
chiara ed elegante, generalmente a sua volta arricchita da elementi
decorativi. Il tutto è impreziosito da un impiego esteso, ma sempre
sobrio e delicato, dell’oro.
L’edizione esposta in Libreria Draghi è di proprietà dell’ Accademia
Galileiana di Padova che ne ha cortesemente concesso il prestito alla
Libreria per facilitarne la visone al pubblico.
L’ unico esemplare originale esistente si trova presso la Biblioteca
Marciana di Venezia.
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