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Redazionale
Vincitore del premio Strega 2009
Marzia Da Rios presenta il roman
Con “Stabat Mater” Tiziano Scarpa ha vinto la 63.ma edizione del premio Strega
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| È notte,
l'orfanotrofio è immerso nel sonno. Tutte le ragazze dormono, tranne
una. Si chiama Cecilia, ha sedici anni. Di giorno suona il violino in
chiesa, dietro la fitta grata che impedisce ai fedeli di vedere il volto
delle giovani musiciste. Di notte si sente perduta nel buio fondale
della solitudine più assoluta. Ogni notte Cecilia si alza di nascosto e
raggiunge il suo posto segreto: scrive alla persona più intima e più
lontana, la madre che l'ha abbandonata. La musica per lei è un'abitudine
come tante, un opaco ripetersi di note. Dall'alto del poggiolo sospeso
in cui si trova relegata a suonare, pensa "Io non sono affatto sicura
che la musica si innalzi, che si elevi. Io credo che la musica cada. Noi
la versiamo sulle teste di chi viene ad ascoltarci". Così passa la vita
all'Ospedale della Pietà di Venezia, dove le giovani orfane scoprono le
sconfinate possibilità dell'arte eppure vivono rinchiuse, strette entro
i limiti del decoro e della rigida suddivisione dei ruoli. Ma un giorno
le cose cominciano a cambiare, prima impercettibilmente, poi con forza
sempre più incontenibile, quando arriva un nuovo compositore e
insegnante di violino. È un giovane sacerdote, ha il naso grosso e i
capelli colore del rame. Si chiama Antonio Vivaldi. Grazie al rapporto
conflittuale con la sua musica, Cecilia troverà una sua strada nella
vita, compiendo un gesto inaspettato di autonomia e insubordinazione.
Tiziano Scarpa
Stabat Mater,
pagine 144, € 17.00, Edizioni Einaudi. |
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Tiziano Scarpa è nato a Venezia nel 1963 e vive a Milano. Ha scritto il
romanzo "Occhi sulla Graticola" (Edizioni Einaudi) la raccolta di
racconti "Amore ®" (Edizioni Einaudi), la particolare guida
turistico-letteraria "Venezia è un pesce. Una guida" (Edizioni
Feltrinelli), la raccolta di articoli e saggi "Cos’è questo fracasso?"
(Edizioni Einaudi), in collaborazione con Aldo Nove e Raul Montanari
"Dalle galassie oggi come oggi. Covers" (Edizioni Einaudi) e il romanzo
"Cosa voglio da te" (Edizioni Einaudi). I suoi libri sono tradotti in
francese, spagnolo e tedesco. E’ anche autore di testi teatrali e per la
radio. Nel 1997 la sua commedia radiofonica "Popcorn", scritta per la
Rai, ha vinto la 49^ edizione del premio mondiale radiotelevisivo "Prix
Italia" per la fiction radiofonica ed è stata messa in onda da una
decina di enti radiofonici nazionali (tra cui la BBC). Collabora inoltre
a molti giornali e riviste. Scarpa possiede una spiccata propensione per
le performances dal vivo e le letture recitate, che negli ultimi anni ha
tenute in ogni tipo di luogo pubblico in Italia e all’estero.
Al secondo posto distaccato di un solo punto
Scurati Antonio,
Il bambino che sognava la
fine del mondo,
pp. 295, € 18.00,
edizioni Bompiani,
"Correte. Mio padre
sta uccidendo mia madre". La telefonata arriva alla stazione di polizia
alle due del mattino. A farla è un bambino biondo con due grandi occhi
blu che fissano il vuoto. Ma la mamma gli toglie la cornetta dalle mani:
non è vero, non è accaduto niente, suo figlio urla nel sonno, si aggira
per la città nel cuore della notte, suo figlio è sonnambulo. È un
bambino che, notte dopo notte, sogna la fine del mondo. Trenta anni più
tardi, un terribile sospetto scuote una città del Nord Italia: i bambini
di una scuola materna accusano gli adulti di azioni orribili. Ben
presto, propagato da giornali e televisioni come una pestilenza del
nuovo millennio, il contagio della paura si allarga all'intero Paese.
Tutta l'Italia si sente minacciata dal Male. In molti cominciano a
sussurrare il nome del Diavolo. È in atto una cospirazione diabolica o
si sta scatenando una caccia alle streghe? Nella stessa città, un
professore universitario disilluso, legato a una donna che ama ma dalla
quale non vuole figli, viene sollecitato da un grande giornale a
condurre un'inchiesta sul caso che spaventa l'Italia. Lui oppone
resistenza. Ben presto, però, risucchiato dal gorgo della cronaca nera,
dovrà scoprire quanto sia sottile la linea che separa la vittima dal
carnefice, l'accusato dall'accusatore. E i terrori notturni di quel
bambino che sognava la fine del mondo riemergeranno implacabili, almeno
fino all'alba di una speranza
Al terzo posto
Lugli Massimo,
L' istinto del lupo,
pp. 334, € 9.90,
edizioni Newton Compton,
Il confine che separa le ville dei ricchi dai bivacchi dei senza tetto è
sottile come la lama di un coltello. Da una parte, donne avvolte nel
profumo francese, domestici in livrea e ragazze au pair che parlano
tutte le lingue del mondo. Dall'altra, le mense di carità, i giacigli
improvvisati nel freddo della notte, l'amore rubato alla disperazione
quotidiana. A cavallo tra questi due mondi, la favola feroce del ragazzo
che divenne Lupo è un treno che corre lungo scene di ordinaria violenza
e struggente stupore; aggressioni, lotte, tradimenti, omicidi e vendette
che, senza tregua, impongono al protagonista di fare la sua scelta e di
affrontare la dura scuola della vita. Attorno alla figura solitaria di
Lupo, una galleria di personaggi sorprendenti: il saggio Tamoa, la
sensuale Parvati, il laido Ssugo, il patetico Giobbe, il brutale Ivan.
Sullo sfondo di avventure nere e romantiche, le inquietudini della
generazione degli anni Settanta, il furore politico e le battaglie a
colpi di chiave inglese che anticipano i bagliori del terrorismo.
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