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Redazionale
Finalisti del premio Campiello 2010
Sabato 9 giugno è stata scelta l
Sabato 22 Maggio è stata scelta la cinquina della 48° edizione del
premio Campiello
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Antonio Pennacchi
,
Canale Mussolini,
pagine 460, € 20,00, edizioni Mondadori |
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| Canale Mussolini è l'asse
portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini
sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l'acqua e prosciugano i
campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi
bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata
dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate,
vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra
queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle
pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui
scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna,
dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli
obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare
che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati,
fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti
assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle
trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte
buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi
c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa
al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza
paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto,
buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere
causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà. |
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Gad Lerner ,
Scintille. Una storia di anime vagabonde,
pagine 221, € 15.00, edizioni Feltrinelli |
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| Gilgul, nella Qabbalah
ebraica, è il frenetico movimento delle anime vagabonde che ruotano
intorno a noi quando la separazione dal corpo è dovuta a circostanze
ingiuste o dolorose. Tanto violenti possono essere i conflitti che
attendono gli spiriti rimasti sulla terra, che la tradizione parla
addirittura di "scintille d'anime" prodotte dalla loro frantumazione.
Gad Lerner si addentra nel suo gilgul familiare, nelle "scintille
d'anime" della sua storia personale. Suo padre Moshé reca il trauma
della Galizia yiddish spazzata via dalla furia della guerra, e mai
davvero trapiantata in Medio Oriente. Dietro di lui si staglia
enigmatica la figura di nonna Teta, incompresa e dileggiata perché
estranea alla raffinatezza levantina della Beirut in cui è cresciuta
Tali, la moglie di Moshé. Ma anche la Beirut degli anni Quaranta, luogo
d'incanto senza pari, si rivela un recinto di beatitudine illusoria.
Vano è il tentativo di rimuovere lo sterminio degli ebrei d'Europa e la
Guerra d'indipendenza nella nativa Palestina: anche se taciuti, questi
eventi si ripercuotono nella vicenda familiare generando malessere e
inconsapevolezza. Le anime vagabonde nel gilgul reclamano di essere
perpetuate nel riconoscimento, senza il quale non c'è serenità
possibile. Un'indagine sulla memoria e sui conflitti familiari si rivela
occasione per un viaggio nel mondo contemporaneo minato dalla crisi dei
nazionalismi. Una storia sospesa tra biografia e reportage. |
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Gianrico Carofiglio,
Le perfezioni provvisorie,
pagine 336 € 14.00, edizioni
Sellerio |
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Le giornate di Guido
Guerrieri trascorrono in equilibrio instabile fra il suo lavoro di
avvocato - un nuovo elegante studio, nuovi collaboratori, una carriera
di successo - e la solitudine venata di malinconia delle sue ore
private. Antidoti a questa malinconia: il consueto senso dell'umorismo,
la musica, i libri e le surreali conversazioni con il sacco da boxe, nel
soggiorno di casa. Tutto inizia quando un collega gli propone un
incarico insolito: cercare gli elementi per dare nuovo impulso a
un'inchiesta di cui la procura si accinge a chiedere l'archiviazione.
Manuela, studentessa universitaria a Roma, figlia di una Bari opulenta,
è scomparsa in una stazione ferroviaria, inghiottita nel nulla dopo un
fine settimana trascorso in campagna con amici. Inizialmente Guerrieri
esita ad accettare l'incarico, più adatto a un detective che a un
legale. Poi, scettico e curioso a un tempo, inizia a studiare le carte e
a incontrare i personaggi coinvolti nell'inchiesta. Tra questi, la
migliore amica di Manuela, Caterina. Una ragazza dei suoi tempi giovane,
bella, immediata al limite della sfrontatezza. L'avvocato, diviso fra
imbarazzo e attrazione, si lascia accompagnare da lei nel ricostruire il
mondo segreto di Manuela e le ragioni della sua scomparsa.
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Laura Pariani ,
Milano è una selva oscura,
pagine 177, € 19.00, edizioni Einaudi |
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"Che mi domando e dico: cos'ho mai fatto nella mia vita,
oltre a scappare? Il Dante sorride tra sé mentre prova a rispondere...
Che se la vita la fosse un catalogo, potrebbe scriverci: andato in
guerra, dato lezioni, emigrato, sposato, diventato padre, ammalato,
confinato, letto libri, scritto quatter patanflànn di poesie, viaggiato
di notte su un camion per un sacco di riso e una tolla di latte
condensato da portare alla Milena, urlato per i bombardamenti, gridato
d'allegria nel sole di aprile, venduto libri, perduto il lavoro, finito
sotto processo, ben pistaa in la pirotta, camminato... Insomma, una
lista lunga, e non sempre di faccende volgari". Ma di tutto questo nella
borsa "degli Avanzi" che porta a tracolla restano solo poveri "barlafus",
destinati a finire insieme al Dante "in pasto ai vermi - ipotesi umile -
o ai corvi - ipotesi romantica - o agli avvoltoi - ipotesi eroica - o ai
piccioni - ipotesi terratèrra". Il Dante si sente diverso dalle altre
lingére, che per paura e vergogna non amano mostrarsi e si rintanano nei
loro cantucci. A fargli mantenere la testa alta è la cultura di cui
nella sua famiglia adottiva si è nutrito fin da piccolo: non ha mai
chiesto l'elemosina, e non frequenta neppure il refettorio della San
Vincenzo; da quelle "dame del biscottino" "non ci va non ci va non ci
va", perché dovrebbe in cambio fare il segno della croce. Lui preferisce
accettare quello che la gente gli offre in cambio di un calembour, di
una storia ben raccontata. |
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Michela Murgia,
Accabadora,
pagine 164, € 18.00,
edizioni Einaudi |
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| Perché Maria sia finita a
vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica
a comprendere. La vecchia e la bambina camminano per le strade del paese
seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice:
Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua
erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei
ad averne bisogno. Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è
abituata a pensarsi, lei per prima, come "l'ultima". Per questo non
finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia
sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto
la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. "Tutt'a un
tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fili'e anima, un
modo meno colpevole di essere madre e figlia". Eppure c'è qualcosa in
questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c'è un'aura
misteriosa che l'accompagna, insieme a quell'ombra di spavento che
accende negli occhi di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che
Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria
riguardo alle cose della vita e della morte. Quello che tutti sanno e
che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e
conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è
necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa.
Il suo è il gesto amorevole e finale dell'accabadora, l'ultima madre. |
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Il Campiello Opera Prima è stato assegnato a: |
Silvia Avallone,
Acciaio,
pagine 357, € 18.00, edizioni Rizzoli |
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| Nei casermoni di via
Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo
padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che
danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare
è una serata al pattinodromo, o avere un fratello che comandi il branco,
o trovare il tuo nome scritto su una panchina. Lo sanno bene Anna e
Francesca, amiche inseparabili che tra quelle case popolari si sono
trovate e scelte. Quando il corpo adolescente inizia a cambiare, a
esplodere sotto i vestiti, in un posto così non hai alternative: o ti
nascondi e resti tagliata fuori, oppure sbatti in faccia agli altri la
tua bellezza, la usi con violenza e speri che ti aiuti a essere
qualcuno. Loro ci provano, convinte che per sopravvivere basti lottare,
ma la vita è feroce e non si piega, scorre immobile senza vie d'uscita.
Poi un giorno arriva l'amore, però arriva male, le poche certezze vanno
in frantumi e anche l'amicizia invincibile tra Anna e Francesca si
incrina, sanguina, comincia a far male. Silvia Avallone racconta
un'Italia in cerca d'identità e di voce, apre uno squarcio su un'inedita
periferia operaia nel tempo in cui, si dice, la classe operaia non
esiste più. |
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