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Redazionale
Finalisti del premio Giovanni Comisso 2010
I tredici gli autori in gara all
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Finalisti della 29ª edizione del Premio letterario Giovanni Comisso 2010
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Sezione narrativa |
Janeczek Helena,
Le rondini di Montecassino,
pp. 362, € 18.00, edizioni Guanda
Montecassino, 1944. Per cinque mesi, gli alleati cercano di sfondare la
Linea Gustav. Fra le unità che compongono le loro armate non ci sono
solo americani e inglesi, ma anche truppe di altri continenti che il
vortice della guerra mondiale ha risputato in Ciociaria: indiani,
nepalesi e persino un battaglione di maori della Nuova Zelanda. Ci sono
i marocchini, colpevoli di stupri di massa e per questo gli unici
soldati coloniali ricordati. Ci sono i polacchi, un esercito formato da
ex deportati dei gulag che combattono in terra straniera per la libertà
della Polonia dai totalitarismi. Fanno parte di quella strana compagine
anche un migliaio di ebrei che imbracciano le armi per il puro diritto a
esistere. E ci sono i civili, con la loro sofferenza, tra due fuochi.
Chi erano quegli uomini esclusi dall'immaginario della Seconda guerra
mondiale? Helena Janeczek cerca di rispondere con storie semplici.
Quella di John Wilkins, soldato texano caduto nel cruento e inutile
tentativo di attraversare un fiume. Quella di Rapata Sullivan, nipote di
un veterano del battaglione maori da poco deceduto che presenzia al
posto del nonno alle celebrazioni della battaglia. Quella di Edoardo
Bielinski e Anand Gupta, due amici cresciuti a Roma che a Cassino ci
vanno quasi per spirito di avventura, mentre aspettano di capire cosa
sarà di loro dopo il liceo. E quella di Rachida, un'immigrata
marocchina, a servizio da una coppia di vecchi italiani.
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Longo Andrej,
Chi ha
ucciso Sarah?,
pp. 177,
€ 17.00, edizioni Adelphi
Un pomeriggio di agosto, verso la metà degli anni Novanta. Nel silenzio
immobile della controra, una voce chiede aiuto. Una volta, due volte,
dieci volte il grido risuona nell'androne ombroso di una elegante
palazzina di Posillipo. Poi il silenzio, di nuovo, avvolge la strada.
Nessuna porta si è aperta, nessuno degli inquilini ha risposto
all'appello della ragazza. In quell'androne la troverà, morta, un
giovane poliziotto, uno che viene da un quartiere che sembra appartenere
a un altro mondo, nella periferia orientale della città. È la prima
volta che vede un cadavere - e quella ragazza potrebbe avere la sua età.
Nel vuoto sospeso di una Napoli dove chi può permetterselo è partito per
le vacanze, e chi non può aspetta Ferragosto per andare a passare una
giornata a Ischia o a Procida, il giovane poliziotto si intestardisce a
chiedersi chi era quella sua coetanea che sembrava così normale, chi ha
potuto ammazzarla, e perché. Interrogherà i vicini, rintraccerà gli
uomini che l'hanno amata. Scoprire la verità (tanto imprevedibile quanto
inquietante) lo indurrà a guardare con meno candore, e a giudicare con
meno benevolenza, quella parte della città i cui abitanti, pur non
essendo né camorristi né spacciatori né tossici - ma liberi
professionisti, intellettuali, "gente perbene", insomma -, hanno
anch'essi i loro ignobili segreti, le loro viltà nascoste. |
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Starnone Domenico,
Spavento,
pp. 290, € 20.00, edizioni Einaudi
"Sono stato un uomo giovane, ho vissuto con pienezza e allegria, prima o
poi dovrò morire". È questo il pensiero naturale e spaventoso al centro
del nuovo libro di Domenico Starnone. Un pensiero che rimbalza di testa
in testa, da un personaggio all'altro, dettando gesti e comportamenti,
muovendo la vita e la sua "spoglia dolciastra", la letteratura, in
direzioni diverse. Perché se di fronte alla morte la letteratura e i
suoi infiniti giochi sfarinano, se la scrittura mette la vita "sotto
spirito come le ciliegie", la paura di morire può diventare vero oggetto
di racconto. Lo scrittore che inventa la storia e l'uomo che è al centro
di quella storia, Pietro Tosca, sceneggiatore sessantanovenne che sente
che "sta cominciando la vecchiaia vera" e forse qualcosa di peggio. Lo
avverte dalla "sindrome del corpo sfiduciato", e poi da un segno che ha
la forza di una rivelazione: qualche goccia di sangue nell'urina. Mentre
intorno a lui la vita scalcia, soprattutto nella piccola cerchia dei
giovani pronti a rubarsi le idee a vicenda, a imporsi nel mondo con
un'autentica e inguardabile furia di vita, Tosca forse sta per morire. E
all'idea della morte reagisce inventandosi una strategia di elusione. Ma
all'improvviso lo scrittore che sta scrivendo questa storia si ammala
anche lui. Sdraiato nel suo letto di ospedale continua a scrivere, e più
scrive più sanguina.
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Sezione
biografia |
Mazzucco Melania G.,
Jacomo Tintoretto e i suoi
figli. Biografia di una famiglia veneziana,
pp. 400,
€ 42.00, edizioni Rizzoli
"Jacomo Tintoretto & i suoi figli" è la biografia di un genio e della
sua straordinaria famiglia, nella quale spicca la figlia illegittima di
Tintoretto, Marietta, la più misteriosa pittrice dal Cinquecento. È la
biografia di una folla di personaggi - gioiellieri tedeschi, apprendisti
olandesi, vescovi, badesse, puttane, streghe, trafficanti di quadri,
impostori - e di una città, Venezia, raccontata nel brulichio della vita
quotidiana in un secolo in cui conobbe lo sfarzo e il piacere ma anche
il castigo della Controriforma, due epidemie di peste e un progressivo
declino.
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Sebag Montefiore Simon,
Il giovane Stalin,
pp. 554, € 29.00, edizioni Longanesi
Quali eventi fecero del giovane Josif, figlio di Beso il Matto,
calzolaio, il potente e temuto Stalin, l'"uomo d'acciaio" che ha
lasciato un'impronta indelebile nella storia del Novecento e per un
trentennio ha tenuto in pugno i destini di milioni di uomini? Nato alla
periferia dell'Impero zarista, in una famiglia georgiana novera e tenuta
insieme dalla determinazione della madre Keke, Stalin è uno studente
dotato ma ribelle. Leader naturale, carismatico seduttore, sogna un
futuro da cavaliere e cantore della propria terra, ma segue i consigli
materni ed entra in seminario. La sua vera vocazione è però quella del
rivoluzionario. Vi si applica con un talento privo di remore morali,
rivelandosi capobanda e cospiratore fuori del comune, impegnato in
un'attività frenetica di espropri, rapine, omicidi mirati e attentati
compiuti per finanziare il nascente partito bolscevico. La svolta
dell'ottobre 1917 lo vedrà al fianco di Lenin come uomo d'azione di
spietata efficacia, che farà tacere ogni dissenso. Prevarrà poi su
Trockij e gli altri avversari interni, portando ai vertici del potere i
compagni di lotta degli anni giovanili.
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Tobagi Benedetta,
Come mi batte forte il tuo
cuore. Storia di mio padre,
pp. 302,
€ 19.00, edizioni Einaudi
Walter Tobagi è morto il 28 maggio 1980, gli hanno sparato alcuni membri
di una semisconosciuta formazione terroristica di sinistra, la "Brigata
XXVIII marzo". Tobagi era un giornalista del "Corriere della Sera", era
uno storico e il presidente del sindacato dei giornalisti lombardi.
Quando è morto aveva trentatré anni, il figlio Luca sette, Benedetta
tre. Si può dire che Benedetta non ha conosciuto il padre, di lui
conserva solo alcuni fotogrammi di ricordo e una grande incolmabile
mancanza. Una volta cresciuta ha deciso di andare alla scoperta di
questo padre immensamente amato, e ha provato a raccogliere ogni sua
traccia. Ha scavato fra le carte pubbliche e professionali come fra
quelle più intime e private, fra i libri letti e annotati, gli articoli,
le pagine del diario, le lettere sentimentali. Ha ascoltato i ricordi di
chi lo ha conosciuto: amici, familiari, politici, colleghi, la gente che
lo ha incontrato solo di passaggio. Ha raccolto l'eredità, gli
insegnamenti e le massime di vita del nonno Ulderico (che dalle povere
campagne dell'Umbria si era spostato a Milano per garantire un futuro
diverso all'unico figlio) sapendo leggere oltre le poche parole che lui
era solito pronunciare. Le parole di un uomo forte e orgoglioso che ha
seguito tutti gli appuntamenti di un lungo e a volte incomprensibile
processo contro gli assassini del figlio. Benedetta ha letto e studiato
tutti gli atti processuali, con rabbia, amarezza e tanta voglia di
capire un periodo complesso come gli anni Settanta.
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Il voto finale sui vincitori di questa edizione avverrà
il prossimo 25 settembre al Palazzo dei Trecento di Treviso |
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