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Redazionale
Finalisti del premio Strega 2010
Sabato 9 giugno è stata scelta l
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Finalisti del premio Strega 2010
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Silvia Avallone,
Acciaio,
pagine 357, € 18,00, edizioni Rizzoli |
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| Nei casermoni di via
Stalingrado a Piombino avere quattordici anni è difficile. E se tuo
padre è un buono a nulla o si spezza la schiena nelle acciaierie che
danno pane e disperazione a mezza città, il massimo che puoi desiderare
è una serata al pattinodromo, o avere un fratello che comandi il branco,
o trovare il tuo nome scritto su una panchina. Lo sanno bene Anna e
Francesca, amiche inseparabili che tra quelle case popolari si sono
trovate e scelte. Quando il corpo adolescente inizia a cambiare, a
esplodere sotto i vestiti, in un posto così non hai alternative: o ti
nascondi e resti tagliata fuori, oppure sbatti in faccia agli altri la
tua bellezza, la usi con violenza e speri che ti aiuti a essere
qualcuno. Loro ci provano, convinte che per sopravvivere basti lottare,
ma la vita è feroce e non si piega, scorre immobile senza vie d'uscita.
Poi un giorno arriva l'amore, però arriva male, le poche certezze vanno
in frantumi e anche l'amicizia invincibile tra Anna e Francesca si
incrina, sanguina, comincia a far male. Silvia Avallone racconta
un'Italia in cerca d'identità e di voce, apre uno squarcio su un'inedita
periferia operaia nel tempo in cui, si dice, la classe operaia non
esiste più. |
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Paolo Sorrentino ,
Hanno tutti ragione,
pagine 319, € 18.00, edizioni Feltrinelli |
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| Tony Pagoda è un cantante
"di night" con tanto passato alle spalle ("Se a Sinatra la voce l'ha
mandata il Signore, allora a me, più modestamente, l'ha mandata san
Gennaro"). La sua è stata la scena di un'Italia florida e
sgangheratamente felice, fra Napoli, Capri e il mondo. È stato tutto
molto facile. Il talento. I soldi. Le donne. E insieme, una pratica
dell'esistenza che ha coinciso con la formazione di una formidabile (e
particolare) cognizione del mondo. Quando la vita comincia a complicarsi
(la moglie chiede il divorzio), quando la scena si restringe (la sua
band si esibisce in piazze minori), per Tony viene il tempo di cambiare.
Una sterzata netta. Andarsene. Sparire. Cercare il silenzio. Alla fine
di una breve tournée brasiliana, Tony Pagoda decide di restare là, prima
a Rio, poi a Manaus, ossessionato dagli scarafaggi ma coronato da una
nuova libertà. Senza perdere lo sguardo di eterna sorpresa per il mondo
e la schiettezza di chi, questo mondo, lo conosce fin troppo bene, Tony
si lascia invadere dai dubbi e dalle insicurezze che fino a quel
momento, nel suo ordinato e personalissimo "catalogo" di quelli che
passano per uomini, aveva attribuito agli smidollati. E scopre che tutte
le risposte possono essere trovate in un infuocato tramonto. |
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Antonio Pennacchi,
Canale Mussolini,
pagine 460 € 20.00, edizioni
Mondadori |
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| Canale Mussolini è l'asse
portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini
sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l'acqua e prosciugano i
campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi
bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata
dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate,
vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra
queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle
pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui
scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna,
dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli
obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare
che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati,
fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti
assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle
trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte
buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi
c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa
al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza
paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto,
buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere
causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà. |
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Matteo Nucci ,
Sono comuni le cose degli amici,
pagine 217, € 14.50, edizioni Ponte alle Grazie |
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Per Lorenzo, Leonardo è stato un padre affettuoso e insondabile. La sua
verità gli è sempre sfuggita: o forse, ha sempre preferito non
scoprirla, temendo di trovare in essa anche la propria. Ma la morte di
Leonardo mette il figlio finalmente di fronte a una scelta decisiva:
continuare a seguirne le tracce, conducendo una vita di impulsi e
tradimenti, una vita destinata alla solitudine - o tentare finalmente
un'autenticità limpida, faticosa, una coerenza negli affetti, una lealtà
che tuttavia gli pare ormai di non poter recuperare. In un'estate dei
nostri anni spesa fra Roma e la Grecia, poche settimane in cui, come
neanche il padre fece mai, nessuno sa o vuole dirgli tutta la verità, né
le donne della sua vita, Sara e Carolina, né la madre Giovanna, elusiva
e ferita, né la fragile sorella Martina, né Marco, l'amico tradito e
rimpianto; in un'estate feroce in cui ciascuno è solo, eppure consegnato
al desiderio, alla ricerca spasmodica, al bisogno insopprimibile
dell'altro, e nulla è davvero come sembra; in questa estate definitiva,
Lorenzo dovrà scoprire tutto insieme: chi era davvero suo padre? È
ancora possibile amarsi? Che cosa c'impedisce di essere fino in fondo
chi siamo? |
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Lorenzo Tavolini,
Accanto alla tigre,
pagine 243, € 16.50,
edizioni Fandango |
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| Lorenzo è uno scrittore
alle prese con teatro, riviste, radio e crede di possedere una visione
politica consolidata. Vive a Roma nel quartiere Esquilino. Lì si
mescolano due idee molto diverse dell'Italia contemporanea: quella
multietnica, del mercato di piazza Vittorio e dei negozi cinesi e quella
nazionalista rappresentata da un centro sociale di estrema destra. In
quel pezzo di Italia c'è un altro dissidio, quello che Lorenzo coltiva
sin dall'adolescenza dentro di sé, un dissidio che affonda le radici nel
suo cognome. Lo stesso del nonno Alessandro, raffinato intellettuale ma
soprattutto fascista implacabile, fondatore delle Brigate nere e anima
della Repubblica di Salò. Lorenzo scopre chi era suo nonno a scuola,
quando vede su una pagina del libro di storia una foto, quella immagine
di piazzale Loreto, in cui Benito Mussolini, Claretta Petacci e gli
altri gerarchi sono appesi a testa in giù. Tra loro un uomo a torso nudo
pende sotto una pensilina su cui è scritto in stampatello: Pavolini.
Tanti anni dopo l'autore prova a capire chi sia stato veramente suo
nonno, cosa lo abbia spinto a cavalcare con tanta ostinazione la sua
tigre. Ricostruisce così una storia fatta di reticenze, conflitti e
timori riguardo il rapporto tra lui, la sua famiglia e l'eredità di quel
cognome. Un romanzo di memorie e passione che attraversa l'Italia di
questi anni dove ancora la notte giovani mani scrivono sui muri la
scritta "Pavolini eroe" e le sue frasi celebri sono slogan di nuovi
estremismi. |
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