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Redazionale
Finalisti del premio Viareggio 2010
I tredici gli autori in gara all
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Finalisti del premio Viareggio 2010
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Il Premio Viareggio venne fondato nel 1929 nella città omonima da
Leonida Rèpaci, Alberto Colantuoni e Carlo Salsa.
Nel 1931 Lando Ferretti
sostituì Rèpaci e nel 1934 fu addirittura Galeazzo Ciano ad assumere la
supervisione del premio.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale il premio fu interrotto per
poi rinascere per volontà di Rèpaci che lo tenne in vita con forte
volontà fino alla morte avvenuta nel 1985.
Fin dall'inizio quasi tutte le premiazioni del Viareggio furono
costellate da polemiche vivaci perché Rèpaci spesso interveniva in
modo pesante nelle decisioni prese dalla giuria che lui stesso nominava.
Finché Rèpaci fu in vita il Viareggio si identificava con il suo
fondatore. In seguito, a reggere il premio, fu Natalino Sapegno e
Cesare Garboli fino alla sua morte avvenuta il 12 aprile 2004.
Il premio è attualmente suddiviso in quattro sezioni ("Opera
prima", "Narrativa", "Poesia", "Saggistica"). Per ciascuna sezione
vengono designati un numero variabile di finalisti, tra i quali vengono
quindi scelti cinque titoli (le storiche "cinquine") e infine tra questi
viene proclamato il vincitore. Inoltre viene assegnato dalla giuria il
"Premio Internazionale Viareggio-Versilia" ad una personalità di
grande fama che abbia speso la vita in favore dell'intesa tra i popoli,
il progresso sociale e la pace.
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Sezione narrativa |
Nicola Lagioia,
Riportando tutto a casa,
pp. 288, € 20.00, edizioni Einaudi
Giuseppe ha i capelli rossi, i brufoli e un'inesauribile riserva di
denaro nel portafoglio. Vincenzo invece è bello e tenebroso, come ogni
antagonista che si rispetti. Il terzo amico è quello che racconta:
l'occhio inquieto che registra con caustica, millimetrica precisione la
vertigine dei loro quindici anni, la lunga inerzia del liceo, il
precipizio dentro l'età adulta. Siamo a Bari, e sono gli anni Ottanta.
Assassinata l'era delle ideologie, le strade sono piene di ottimismo, le
televisioni commerciali stanno ridisegnando la mappa dei desideri,
"qualcosa di molto simile alla follia meteorologica percorre l'economia
del nostro piccolo paese". Il tempo è rapido, vorticoso, illuminato dal
bagliore non del tutto estinto dei tanti risparmi inceneriti. Ma sotto
quelle ceneri ci sono altri soldi che bruciano dalla voglia di passare
di mano in mano. Eppure, via via che i tre ragazzi affrontano la vita,
risulta evidente che le cose non sono cosi semplici. A dispetto delle
loro case sempre più lussuose, a dispetto dell'ascesa dei padri (un
imprenditore ossessionato dalla scalata sociale, un principe del foro,
un ex meccanico dai molti talenti che ha preso denaro in prestito dalle
persone sbagliate), a dispetto delle madri - o delle matrigne - che
consumano i tacchi davanti alle vetrine, il radar dei loro occhi
adolescenti registra vibrazioni inaspettate. |

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Nicolai Lilin,
Caduta
libera,
pp. 326,
€ 21.00, edizioni Einaudi
Nel settembre dell'anno 1999 la Federazione Russa annuncia ufficialmente
l'inizio della seconda operazione antiterroristica nel territorio della
Repubblica Federativa della Cecenia e nella zone confinanti con il
Caucaso del Nord. Lilin racconta quello che hanno vissuto i giovani
dell'esercito russo in quel periodo, durante il loro servizio militare
obbligatorio; e quello che hanno vissuto i civili, mentre nella loro
terra operavano due eserciti nemici. L'autore di "Educazione siberiana"
narra in presa diretta la vera faccia della guerra, quella che non si
vede nei film, nei documentari, e che si vede solo a tratti nei
reportage giornalistici o nei racconti degli osservatori di pace e dei
difensori dei diritti umani. Racconta tutto in modo tale da permettere a
ogni lettore di vivere i momenti della guerra, di attraversarla a fianco
dei soldati, di sentirne l'oscenità sulla propria pelle. Mostrandone
soprattuto le contraddizioni. Un libro che vuole essere apolitico,
neutrale; che racconta la guerra, la vita e la morte, le ingiustizie,
gli orrori e gli atti di onestà così come apparivano nella vita di ogni
giorno in Cecenia; che descrive le sensazioni, la perdita
dell'equilibrio, i cambiamenti dell'essere umano che avvengono nel caos,
oltre i limiti dell'etica e della morale. Non un saggio storico, ma un
romanzo costruito su particolari veri, con vite vere. Nicolai Lilin è
nato nel 1980 a Bender, in Transnistria. Nel 2003 si è trasferito in
provincia di Cuneo e nel 2009 ha scritto il romanzo "Educazione
siberiana". |
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Laura Pariani,
Milano è una selva oscura,
pp. 177, € 19.00, edizioni Einaudi
"Che mi domando e dico: cos'ho mai fatto nella mia vita, oltre a
scappare? Il Dante sorride tra sé mentre prova a rispondere... Che se la
vita la fosse un catalogo, potrebbe scriverci: andato in guerra, dato
lezioni, emigrato, sposato, diventato padre, ammalato, confinato, letto
libri, scritto quatter patanflànn di poesie, viaggiato di notte su un
camion per un sacco di riso e una tolla di latte condensato da portare
alla Milena, urlato per i bombardamenti, gridato d'allegria nel sole di
aprile, venduto libri, perduto il lavoro, finito sotto processo, ben
pistaa in la pirotta, camminato... Insomma, una lista lunga, e non
sempre di faccende volgari". Ma di tutto questo nella borsa "degli
Avanzi" che porta a tracolla restano solo poveri "barlafus", destinati a
finire insieme al Dante "in pasto ai vermi - ipotesi umile - o ai corvi
- ipotesi romantica - o agli avvoltoi - ipotesi eroica - o ai piccioni -
ipotesi terratèrra". Il Dante si sente diverso dalle altre lingére, che
per paura e vergogna non amano mostrarsi e si rintanano nei loro
cantucci. A fargli mantenere la testa alta è la cultura di cui nella sua
famiglia adottiva si è nutrito fin da piccolo: non ha mai chiesto
l'elemosina, e non frequenta neppure il refettorio della San Vincenzo;
da quelle "dame del biscottino" "non ci va non ci va non ci va", perché
dovrebbe in cambio fare il segno della croce. Lui preferisce accettare
quello che la gente gli offre in cambio di un calembour, di una storia
ben raccontata.
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Sezione
saggistica |
Michele Emmer,
Bolle di sapone. Tra arte
e matematica,
pp. 301,
€ 60.00, edizioni Bollati Boringhieri
Chi non si è divertito durante l'infanzia, e forse non ha mai smesso di
divertirsi, nel fare le bolle di sapone? Giocare con le bolle di sapone
è uno dei passatempi più diffusi, anche perché è di una estrema
semplicità. Che cosa è più inconsistente, più ingannevole di una bolla
di sapone? Insomma, vale la pena occuparsi di un argomento destinato, è
il caso di dire, a finire in una bolla di sapone? Ma se l'oggetto di cui
si parla è per sua natura, almeno apparentemente, molto fragile, non è
così per il tema "bolle di sapone" che ha una ampiezza impensabile. Le
bolle di sapone hanno una lunga storia nella letteratura, nella scienza,
nell'architettura, persino nello spettacolo, soprattutto nell'arte. E
nella musica. L'idea del libro è quella di raccontare "visivamente" la
storia delle bolle di sapone. Non solo con le immagini dell'arte ma
anche con quelle dell'architettura contemporanea, della scienza, della
matematica, della natura. E si scoprirà una storia affascinante che
parte dal Seicento, attraversa la grande arte dell'Ottocento, si
inabissa negli oceani e arriva alla grande architettura contemporanea.
Con immagini spettacolari e inattese.
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Melania Mazzucco,
Jacomo Tintoretto e i suoi
figli. Storia di una famiglia veneziana,
pp. 400, € 42.00, edizioni Rizzoli
"Jacomo Tintoretto & i suoi figli" è la biografia di un genio e della
sua straordinaria famiglia, nella quale spicca la figlia illegittima di
Tintoretto, Marietta, la più misteriosa pittrice dal Cinquecento. È la
biografia di una folla di personaggi - gioiellieri tedeschi, apprendisti
olandesi, vescovi, badesse, puttane, streghe, trafficanti di quadri,
impostori - e di una città, Venezia, raccontata nel brulichio della vita
quotidiana in un secolo in cui conobbe lo sfarzo e il piacere ma anche
il castigo della Controriforma, due epidemie di peste e un progressivo
declino.
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Amedeo Quondam,
Forma del vivere. L’etica del
gentiluomo e i moralisti moderni,
pp. 640,
€ 44.00, edizioni Il Mulino
Questo libro indaga sulla storia moderna dell'etica, in quella vasta
terra di nessuno che si estende tra i monumenti della Scolastica e la
rivoluzione di Kant. Riconosce e descrive per la prima volta il processo
di formazione di una morale "laica" di non professionisti (né filosofi
né teologi), nel suo modello fondativo italiano, tra Petrarca e
Guicciardini, un modello capace di proiettare poi la sua funzione
normativa sull'intera Europa di Antico regime, grazie all'impatto
straordinario nella ricezione globalizzata di tre libri: il "Cortegiano"
di Baldassarre Castiglione, il "Galateo" di Giovanni Della Casa, la "Civil
conversazione" di Stefano Guazzo. Radici profonde, queste, anche della
grande esperienza dei moralisti d'Oltralpe. Attraverso questo processo
culturale si definisce lo statuto stesso di "civilis" e "civilitas" nel
binomio strutturale dei costumi e delle lettere, si elabora una forma
del vivere del gentiluomo moderno, si prospetta un'etica della virtù e
dell'onore geneticamente e funzionalmente riservata e distintiva. |
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Sezione poesia |
Fernando Bandini,
Quattordici poesie,
pp. 53,
€ 11.00, edizioni L’Obliquo
Di questo volumetto sono stati
ultimati presso la Tipolitografia S. Eustacchio cinquecento esemplari,
cinquanta dei quali (25+25) contengono, fuori testo, un’acquaforte di
Roberto Barni, stampata a mano con torchio calcografico su carta
Rosaspina Fabriano. |
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Pierluigi Cappello,
Mandate a dire all’imperatore,
pp. 102,
€ 13.00, edizioni Crocetti
Pierluigi Cappello (Gemona. 1967)
ha compiuto gli studi a Udine e a Trieste. Vive a Tricesimo dove svolge
un’intensa attività culturale. Le sue principali raccolte di poesie in
italiano e in friulano sono: La misura dell’erba (Editore I.M. Gallino,
Milano 1998), Amôrs (Campanotto, Udine 1999. Premio Lanciano - M.
Sansone 1999), Dentro Gerico (Circolo Culturale di Meduno, Pordenone.
2002), Dittico (Liboà, Dogliani 2004, Premio Montale 2004). Ha raccolto
gran parte dei suoi versi in Assetto di volo (Crocetti 2006, Aryballos
40), vincitore del Premio Montale, del Premio San Pellegrino, del Premio
Bagutta Opera Prima 2007e del Premio Lagoverde.
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Michele Sovente,
Superstitie,
pp. 156,
€ 16.00, edizioni San Marco dei Giustiniani
La nuova raccolta poetica di Michele Sovente in cui, giocando con i tre
linguaggi che da sempre usa, l'autore riesce a costruire una sapiente
architettura di sette sezioni internamente legate l'una all'altra, al
fine di dare al lettore una visione d'insieme sul lacerante tema
enunciato dal titolo. |
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