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Redazionale
storia del premio Bancarella
La nascita del Premio Bancarella
La nascita del Premio Bancarella è dovuta
alla tradizione dei Librai Pontremolesi, fenomeno particolare e unico in
Italia.
Dall’alta Lunigiana, terra di grande emigrazione, sono partite
generazioni di librai ambulanti, nei prati dell’Appennino si svolgeva il
rito dell’assegnazione delle zone dove andare a vendere (in modo da
evitare l’inutile e dannosa concorrenza) e scambiarsi le informazioni
per rifornirsi dei libri a prezzo conveniente ed adatti alle esigenze
della loro clientela.
Scrive Oriana Fallaci che nel 1952 partecipa alla nascita del Premio
Bancarella:
«Non avevano confidenza con l’alfabeto, ma “sentivano” quali libri
era il caso di comprare e quali no: in virtù di un sesto senso che,
dicono, è stato loro donato dal demonio in un’ora di benevolenza». |
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Con la gerla piena di libri e altra merce andavano per le campagne a
vendere con mille accorgimenti i libri ai contadini:
«Aprivano una
pagina qualsiasi dell’Orlando Furioso e declamavano ripetendo le ottave
che avevano sentito leggere da altri. I contadini, dopo essersi fatti
giurare sulla Madonna dei Sette Rosari che lì dentro c’erano scritte
proprio quelle belle parole, si decidevano a prendere il libro».
«Alla fine dell’Ottocento molti girovaghi pontremolesi avevano fatto
un patrimonio. I loro figli andavano a vendere in carrozza ed avevano
aperto notevoli Case Editrici. I meno fortunati possedevano almeno una
bancarella fissa sotto i portici di qualche grande città».
Proprio dalla consapevolezza dell’importanza del fenomeno ha origine
nell’agosto del 1952 il primo raduno dei Librai Pontremolesi.
Scrive Oriana Fallaci:
«Giunsero da tutte le parti d’Italia. Qualcuno arrivava in
automobile, ma la maggior parte scendeva dal treno».
Così nasce il Premio Bancarella, l’unico premio letterario gestito
esclusivamente dai librai.
Nel ‘53 vince Hemingway con Il vecchio e il mare, anticipando il
Nobel; un evento che si ripeterà con Pasternak per Il dottor
Zivago e con Singer per La famiglia Moscat.
Intorno al Bancarella non ci sono le tanto criticate giurie ed è
forse tutto qui il segreto del successo. Conta la “merce libro” non
disgiunta dal suo valore letterario, una merce che ha un valido mercato,
che poggia sulla fiducia reciproca che si è instaurata tra i lettori e i
librai. |
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