Scapin
Carlo Scapin (1724-1801)
Figura di spicco dell’ambiente padovano, Scapin
era il tipico libraio editore; del
resto a quel tempo il confine tra le due attività
era difficilmente delineabile.
La libreria dello Scapin portava l’insegna “Al
Lion d’oro” e si trovava all’angolo
di Piazza delle Erbe e l’attuale via Fabbri.
La sua libreria era un cenacolo di uomini
colti. Un giorno ebbe ad intrattenersi Wolfgang
Goethe, quando passò per Padova nel
settembre 1786. Questa impressione che lasciò
nell’animo del poeta tedesco quella libreria
in cui “in qualunque ora, si trova riunita una
buona compagnia.
I preti, i nobili, gli artisti, che hanno qualche
dimestichezza con la letteratura, vi si trattengono
per delle ore. Si prende un libro, si consulta, si
legge e si chiacchiera ora di un argomento, ora di
un altro”.
Tra i clienti lo Scapin aveva avuto nientemeno che
l’Alfieri quando nel 1783 venne a Padova in
pellegrinaggio alla tomba del Petrarca ed alla casa
del Cesarotti. Ci sono rimaste varie lettere
dell’Alfieri allo Scapin, con ordinazione di
libri. E dello Scapin conserviamo anche il
ricco catalogo che lo poneva in posizione di spicco
tra i librai italiani.
Alla sua morte, avvenuta il 16 Agosto 1801,
non lasciò discendenti diretti, la bottega
“a San Clemente” passò ai nipoti
Giuseppe, Luigi e Antonio con l’impegno che
“il negozio di libri continuar abbi con quel
concetto e riputazione che mi fece ottenere in questo
paese non solo, ma anche in paesi esteri e d’oltre
mare, quel compatimento che non avrei mai sperato”.